Cartografia

Informazioni importanti in risalto che possono tornare utili a tutti.

Cartografia

Messaggioda McMirko » ven gen 27, 2006 2:28 am

SCALA DELLA CARTA
La scala di una carta dice a chi la usa di quante volte il disegno del terreno ? pi? piccolo del terreno reale. Una scala 1 : 10.000 (si legge ? uno a diecimila ?) significa che ci? che sulla carta ha la lunghezza di un centimetro ha, nella realt?, la lunghezza di 10.000 centimetri ossia 100 metri. Una pianta di una citt? ? di solito fatta con una scala di questo valore. Le carte topografiche pi? usate in Italia hanno le seguenti scale: 1:50.000 e 1:100.000.

La scala di una carta viene generalmente scritta subito sotto al disegno, al centro. In prossimit? di essa si trova la scala grafica che facilita la lettura delle distanze sulla carta. La scala grafica ? un segmento graduato, ossia suddiviso in 10 o 20 parti. II segmento, posto a rappresentare ad esempio 1 km., riportato idealmente sulla carta a congiungere due punti, permette di leggere immediatamente la distanza reale tra di essi. Le scale pi? usate vanno da 1:5.000 a 1:25.000. Le mappe a scala pi? grande, come 1:5.000, permettono una lettura pi? agevole dei particolari del terreno. Tuttavia solo pochissime aree del territorio italiano sono descritte con questo dettaglio.

Tenete a mente che per sapere a quanti metri corrisponde un centimetro sulla carta ? sufficiente togliere due zeri dalla scala ( 1:50.000 1 cm = 500 m ).

LA SCALA 1:25.000
Le carte all' 1 : 25.000 dell'Istituto Geografico Militare (IGM) vanno molto bene per ogni percorso che non sia di proporzioni minime; al di sopra del chilometro, per intenderci, vanno bene. Queste tavolette (cosi vengono chiamate) coprono nel loro insieme I' intero territorio nazionale. Una tavoletta ? approssimativamente una carta quadrata di cm 40 di lato. Dunque, fatte le dovute proporzioni, rappresentano un'estensione di 10 km per 10 km. Per chi si muove a piedi, sono queste le dimensioni adeguate.

Due dati conviene tenere a mente con questa scala. II primo ? che la distanza di 100 metri (si tratta di una distanza familiare, che si dovrebbe riconoscere ad occhio) appare sulla tavoletta come un segmento lungo 4 millimetri. II secondo dato si ricava dal fatto che la velocit? tipica di una persona che cammina senza fretta e intorno ai 4 km all?ora. Facendo anche qui un semplice calcolo ? possibile determinare uno spostamento ? sulla carta ? di 4 cm ogni quarto d'ora. Se si cammina. Torneremo pi? avanti su questi valori che dipendono dalla persona, dall'andatura e dal tipo di terreno.

Le tavolette vengono ottenute per lo pi? da un rilievo aerofotogrammetrico. Riportano i confini di stato ed amministrativi. Dei centri abitati viene riportata la planimetria esatta e dettagliata. L'altimetria ? espressa in metri e viene descritta dalle curve di livello.

FORME DEL TERRENO E CURVE DI LIVELLO
Un'importante differenza tra una fotografia presa dall'alto ed una carta topografica ? che in quest'ultima si riesce ad introdurre una terza dimensione descrivendo i rilievi mediante le curve di livello (o isoipse, dal greco isos = uguale e hypsos = altura).

Le isoipse sono linee che congiungono tutti i punti aventi la stessa altezza sul livello del mare. La figura pi? avanti mostra schematicamente come una collina venga ? affettata ? da piani orizzontali ideali dando cos? le curve di livello corrispondenti.

Leggere le curve di livello significa guardare una carta e capire come si presenter? il terreno. La difficolt? maggiore sta forse nel riconoscere i dossi dalle valli: infatti in tutti e due i casi le isoipse si presentano come una serie di V una dentro I'altra. Questa difficolt? si supera generalmente seguendo le linee di livello fino ad un punto dove, per la presenza sulla carta di un corso d'acqua o di una cima di colle, si riesca a capire quale linea indica la quota maggiore.

Nelle tavolette vi sono tre tipi di curve di livello: direttrici, intermedie e ausiliarie, facilmente riconoscibili dalla grossezza del segno.

Vi ? una direttrice, a tratto pieno e marcato, per ogni 100 metri di dislivello. Spesso lungo la direttrice si trova il numero che ne indica la quota.

Le linee intermedie, a tratto pieno e pi? leggero, sono tracciate per ogni 25 metri di dislivello. Ve ne sono 3 fra due direttrici consecutive.

Se le pendenze del terreno non sono molto forti, la lettura dei rilievi viene ulteriormente facilitata con le curve ausiliarie; la loro equidistanza e di 5 metri; sono tratteggiate.

Nell'interpretazione delle curve di livello conviene tenere a mente queste regole:

? pi? le curve di livello sono vicine I'una all'altra, pi? il terreno ? ripido; pi? sono lontane e pi? il pendio ? dolce;

? un insieme di linee chiuse ad anello deve avere al suo interno una cima di un'altura (pi? raramente una dolina o un lago, ma senza emissario);

? dove le linee di livello hanno I'andamento di rette parallele equidistanti, l? il terreno ha una pendenza uniforme come un piano inclinato;

? curve di livello che presentano la concavit? a monte indicano costoni o dorsali;

? curve di livello con la concavit? a valle indicano impluvi (vallette, canaloni).

SEGNI CONVENZIONALI
Alcune fattezze del terreno che, a differenza di corsi d'acqua, coste, rilievi, non si possono rappresentare con delle linee in scala, vengono descritte da segni convenzionali. In genere i simboli impiegati sono riportati alla base della carta, insieme al loro significato. Nelle pagine seguenti sono riprodotti quelli pi? importanti.

COLORI
Le tavolette dell'I.G.M. possono essere disponibili in una delle seguenti tre versioni: 1) in bianco e nero; sono le meno facili da leggere. 2) in tre colori, con I'azzurro usato per tutto quello che riguarda le acque ed il marrone, o bistro, per le curve di livello. 3) in cinque colori; in questo caso:

? in nero vengono stampati i particolari del terreno che sono opera dell'uomo (case, ponti, strade, muri, linee elettriche, ecc.), ed i nomi che ad essi si riferiscono; vi sono alcune eccezioni, specificate qui sotto;

? in azzurro ? indicata I'idrografia (rive del mare, o dei laghi, fiumi, torrenti, fontanili, ghiacciai, acquedotti, pozzi, ecc.), ed i nomi che vi si riferiscono;

? in marrone sono rappresentati i rilievi del terreno (curve di livello, scarpate, frane, ecc.). Le rocce tuttavia sono sempre stampate in nero per risultare pi? visibili;

? in verde viene generalmente rappresentata la vegetazione sia naturale (boschi, macchie, cespugli, ecc.), sia coltivata (vigneti, oliveti, agrumeti, ecc.) ;

? in rosso vengono rappresentate quasi tutte le vie di comunicazione (strade, carrarecce, sentieri, ecc.).

LA DECLINAZIONE MAGNETICA
In ogni punto della superficie terrestre ? presente un campo magnetico. Ogni campo magnetico orienta un ago calamitato e il campo terrestre, orienta I'ago della bussola in una direzione che con buona approssimazione coincide con il nord geografico.

La coincidenza non ? perfetta: la direzione nord e la direzione indicata dall'ago della bussola formano in realt? un piccolo angolo che viene chiamato declinazione magnetica. Questo angolo ? I'errore che si commetterebbe prendendo per buono il nord magnetico.

Spesso la declinazione magnetica ? indicata nelle carte topografiche e nelle carte nautiche con un numero o anche con un diagramma. La declinazione magnetica varia nel tempo: mediamente la variazione e pari ad 1' ogni 8 anni. Se dunque la carta topografica non ? troppo recente e se ? richiesta una buona precisione sar? opportuno correggere il dato sulla declinazione in modo da tener conto della variazione avvenuta. La declinazione magnetica in Italia ? attualmente piuttosto piccola e normalmente si pu? prendere come nord la direzione indicata dalla bussola senza che ci? comporti apprezzabili conseguenze.

QUALCHE ESERCIZIO
Si possono fare molti esercizi con una carta topografica, per impararne I'uso. Ecco alcune proposte. Per quanto riguarda le applicazioni della bussola troveremo pi? avanti un paragrafo apposito.

1) E? buona cosa abituarsi a giudicare le distanze a occhio. Ad esempio, siete al limite di un avvallamento: quanto e lungo? Quanto e largo? Cercate di darne una valutazione numerica e, se esso ? indicato sulla carta, controllate quanto siete andati lontano dal vero.

2) Portatevi in una localit? panoramica e, carta alla mano, cercate di riconoscere ci? che vi sta di fronte.

3) Camminate in campagna, senza fretta, portando con voi la carta della zona ed osservate come il terreno e la carta si corrispondono.

Non vi aspettate una corrispondenza perfetta.

E? molto probabile che dalI'ultimo rilievo (le carte vengono normalmente aggiornate partendo da fotografie aeree) case e strade siano state costruite ma anche che altre siano sparite.

Cercate, nel vostro giro, di anticipare ci? che vedrete pi? avanti ? ...tra 200 metri dovrei trovare un corso d'acqua con un ponte sulla destra... ?; e controllate se ? vero.

VARI TIPI DI BUSSOLE
Le pi? semplici bussole hanno I' ago magnetico libero di ruotare al centro di un quadrante sul quale sono indicati i punti cardinali o la Rosa dei Venti.

Nelle bussole pi? complesse si trovano parecchi accorgimenti per meglio sfruttare la propriet? fondamentale dell'ago magnetico.

Innanzitutto I'ago, anzich? essere ? in aria ?, ? immerso in un liquido. Questo d? due vantaggi: le oscillazioni dell'ago sono smorzate pi? rapidamente e dunque non si deve attendere a lungo per eseguire la lettura. In secondo luogo, poich? il costruttore al momento di introdurre il liquido e sigillare ha lasciato volutamente una bolla d'aria, ? possibile, controllando che la bolla sia al centro, lavorare con la bussola orizzontale, ci? ? necessario affinch? I'ago possa indicare correttamente il nord magnetico. II liquido viene scelto tra quelli a basso punto di congelamento, ad esempio una miscela di acqua e alcool o glicerina.

Un'altra utile caratteristica di alcune bussole ? il cerchio graduato riportato sul quadrante che permette, come vedremo tra un momento, di misurare I'azimut degli oggetti circostanti. Tali bussole sono normalmente completate da un semplice dispositivo che facilita il rilevamento. Il dispositivo si compone di un mirino e di una fessura nel coperchio e di uno specchio (o lente) inclinabile che permette di leggere sulla bussola I'azimut dell'oggetto nello stesso momento in cui I'occhio lo punta con il mirino.

Di complessit? intermedia ? la bussola cartografica tipo Silva, che ? anche la pi? usata nelle gare di orientamento. Si compone essenzialmente di 3 parti, ognuna libera di ruotare rispetto alle altre 2. Le indicheremo per semplicit? con tre nomi brevi: base, quadrante, ago. Essendo la pi? adatta ad un utilizzo per navigazione faremo sempre riferimento a questo tipo di bussola.

La base ? un rettangolo di plastica trasparente su cui ? incisa una freccia che chiameremo freccia di direzione per distinguerla da un'altra di cui parleremo tra breve. Sui lati della base sono riportate delle scale in millimetri che possono far comodo per valutare le distanze sulla carta. Naturalmente si deve conoscere la scala della carta per sapere a quanto equivale un millimetro. Sulla base ? anche presente una piccola lente d'ingrandimento che facilita la lettura di certi particolari. Su alcuni modelli sono presenti anche delle dime per segnare sulla carta il punto di partenza, di arrivo e l?obiettivo.

II quadrante ? un involucro anch'esso di plastica, ermetico, contenente al suo interno I'ago magnetico e il liquido smorzante. II quadrante, come si ? detto, pu? ruotare sulla base. Intorno al quadrante ? inciso un cerchio graduato che permette di leggere di quanti gradi il quadrante ? stato ruotato rispetto alla base. Sul cerchio graduato sono anche riportati i 4 punti cardinali, facendo corrispondere il nord (N) alla posizione ? zero gradi ?. II fondo del quadrante ? trasparente e porta incisa, a sua volta, una freccia. Questa punta sulla posizione N; la chiameremo perci? freccia di nord. L'ago ? una sbarretta di materiale calamitato libera di ruotare anch'essa all'interno del quadrante sotto I'azione del campo magnetico terrestre. L'estremit? che indica il nord ? colorata di rosso e, nei modelli pi? costosi, ? fosforescente.

Per ora sar? sufficiente ricordare che dal centro della bussola partono la freccia di direzione, la freccia di nord e I'ago magnetico; di questi tre elementi due possono essere indirizzati a piacere, il terzo indica sempre il nord.

USO CORRETTO DELLA BUSSOLA
Tre avvertenze per quando si usa la bussola. La prima si riferisce al modo di tenerla in mano: la bussola va sempre tenuta il pi? orizzontale possibile in modo che I'ago sia libero di ruotare intorno al suo asse e possa quindi indicare il nord. La seconda riguarda I'influenza che pu? avere sull'orientamento dell'ago la presenza di masse ferrose. Bisogner? quindi fare attenzione di non fermarsi a cercare il nord in prossimit? di automobili, macchine agricole, tralicci metallici.

Particolare attenzione va posta nel tenere lontana la bussola dal motore del fucile, sia durante il rilevamento, sia durante gli spostamenti. La terza ? questa: quando si cerca il nord conviene essere in piedi con la bussola in mano e, se ? necessario, ruotare tutto il corpo, piedi compresi. Cos? facendo rimane pi? facile conservare memoria della direzione trovata.

ESERCIZI CON LA BUSSOLA
Nelle righe che seguono verranno descritte le operazioni che si devono compiere con la bussola per risolvere certi problemi di navigazione.

Per ora, si ricordi solo che con la bussola si potr?:

? orientare la carta;

? ricavare la direzione di marcia verso un certo obiettivo (ovvero la direzione in cui cercare un particolare topografico d'interesse);

? ritrovare sulla carta un particolare di interesse ed eventualmente conoscerne il nome;

? fare il punto, ossia individuare sulla carta il luogo in cui ci si trova;

ORIENTARE LA CARTA
Per leggere correttamente la carta ? necessario orientarla, cio? disporre il disegno nella stessa posizione del terreno.

Per orientare la carta posizionate su di essa la bussola, poi ruotate il foglio su se stesso fino a che l?ago magnetico della bussola sar? rivolta verso la parte superiore della carta (l?ago sar? parallelo al bordo).

RICERCA DI UNA DIREZIONE DI MARCIA PRESTABILITA

II problema che pi? spesso si presenta ? quello di sapere in che direzione si trova una certa meta. Star? poi al singolo valutare se sar? pi? conveniente marciare in linea retta o seguire un altro percorso.

Se ci si trova nel punto A e si vuole sapere in che direzione ? situata la cima di colle B, su cui si sa che ? posto il prossimo punto di controllo (o obiettivo), le operazioni da eseguire sono le seguenti:

1) Collocare la bussola sulla carta in modo che il lato lungo della base sia sulla congiungente di A con B;

2) Ruotare il quadrante della bussola in modo che la freccia di nord punti verso il nord della carta. Nota: con le operazioni 1) e 2) ? stato determinato I'azimut di B ed esso ? facendo attenzione a non ruotare ulteriormente il quadrante ? rimane memorizzato nella bussola; la carta, a questo punto, non occorre pi? e pu? essere messa da una parte;

3) Tenere la bussola in mano, orizzontalmente, e ruotare fino a che I'estremit? nord dell'ago si sovrappone alla freccia di nord. La freccia di direzione punta allora verso B;

Con questa operazione si passa da un angolo misurato sulla carta all? angolo reale della nostra direzione rispetto al nord;

4) Dirigersi verso tale direzione facendo attenzione che l?ago magnetico rimanga sempre sopra la freccia di nord;

Questa procedura si deve ripetere ogni 3/400 m essendo impossibile procedere pi? a lungo in linea retta.

La stessa procedura si applica ogniqualvolta si debba ricercare sul terreno un particolare individuato sulla carta.

RICERCA SULLA CARTA DI UN PARTICOLARE INDIVIDUATO SUL TERRENO

Questo problema, che pu? essere considerato I'inverso del precedente, capita quando durante uno spostamento durante il percorso abbiamo bisogno di una conferma. Se si vede un elemento di particolare importanza a distanza non ci si far? scappare I'occasione di controllare se la carta lo riporta e se lo riporta nella direzione in cui lo vediamo.

Le operazioni da eseguire sono ora le seguenti.

1) Puntare, con la bussola orizzontale, la freccia di direzione verso oggetto B che si vuole riconoscere, ad esempio un campanile.

2) Ruotare il quadrante fintanto che la freccia di nord risulta sovrapposta all'ago magnetico, che naturalmente indica il nord. Nota: in questo modo si memorizza nella bussola I'azimut che B ha rispetto alla posizione A in cui ci troviamo.

3) Facendo attenzione a non modificare la posizione raggiunta dal quadrante (e disinteressandosi invece della posizione dell'ago, che non interessa pi?) porre la bussola sulla carta in modo che un lato lungo della base passi per il punto A e che la freccia di nord punti verso il nord della carta. II punto B, ossia il punto che sulla carta rappresenta il campanile, si trova allora sul lato di base passante per A (o sul suo prolungamento).

In questo caso l?uso di una bussola con mirino pu? consentire rilevamenti pi? agevoli. Sar? per? pi? difficile riportarli sulla carta.

Rilevamento con bussola dotata di mirino: Aprire il tappo e la lente, avvicinare la bussola all?occhio, mirare il punto di riferimento facendo combaciare tacca di mira e mirino, leggere l?azimut attraverso la lente (potrebbe essere necessario inclinarla per leggere correttamente), fissare l?azimut ruotando la ghiera.

Disponendo di entrambe ? possibile effettuare il rilevamento con la bussola dotata di mirino, riportare l?azimut sulla bussola cartografica e procedere al punto 3).

RICERCA DEL PUNTO IN CUI CI SI TROVA

Anche al navigatore pi? esperto capita di sbagliare e di non sapere pi? in che punto ci si trova. Con carta e bussola per? ? possibile ? fare il punto ? a condizione che si riescano ad individuare sul terreno almeno due particolari riconoscibili anche sulla carta. Ad esempio: abbiamo un navigatore che riconosce, e sa ritrovare sulla carta, un borgo sovrastato da un castello e la cima di un colle; quest'ultima ? bene individuata per il fatto di far parte di un sistema collinare composto da due cime vicine e da una pi? lontana sulla destra. Chiamiamo il castello e il colle come particolari B e C e vediamo le operazioni da compiere per trovare la posizione A del navigatore sulla carta.

1) Misurare I'azimut di B rispetto al punto di osservazione A. Il navigatore in questo momento non ? in grado di indicare dove si trovi il punto A sulla carta, tuttavia egli vede il castello B sotto un certo azimut che determina al solito modo e cio?: punta su B la freccia di direzione e ruota il quadrante fino a sovrapporre la freccia di nord sull?ago magnetico.

2) Tracciare sulla carta una retta passante per B ed avente I'azimut determinato al punto precedente. Ci? viene fatto ponendo la bussola sulla carta con la freccia di nord orientata verso il nord della carta e un lato di base, parallelo alla freccia di direzione, passante per B.

3) Misurare I'azimut di C rispetto al punto di osservazione A. E? una ripetizione dell'operazione 1), fatta questa volta per la cima di colle.

4) Tracciare sulla carta una retta passante per C e avente I'azimut determinato al punto precedente.

Il punto A, incognito, ove si trova il navigatore, ? allora determinato dall?intersezione delle due rette tracciate al punto 2) e al punto 4) e passanti per B e per C (fig.).

Questo metodo ? tanto pi? preciso quanto pi? vicino ad un angolo retto ? I'angolo che formano le due direzioni dei punti B e C scelti come riferimento.

In alcuni casi la ricerca del punto in cui ci si trova pu? essere fatta con I'aiuto di un solo punto di riferimento. Se ad esempio siamo sicuri di trovarci lungo una strada segnata sulla carta, ? sufficiente misurare I'azimut di B e tracciare sulla carta la retta corrispondente. II punto dove la retta taglia la strada individua sulla carta la nostra ubicazione. Lo stesso pu? dirsi se, anzich? trovarci su una strada, siamo su una curva di livello, ossia se conosciamo (con una certa approssimazione) la nostra quota.

Anche in questo caso l?utilizzo di una bussola con mirino pu? semplificare l?operazione di rilevamento. Per riportare correttamente le rette sulla cartina sar? per? necessario l?utilizzo di un righello.

MISURARE LE DISTANZE PERCORSE
Abbiamo detto che per una navigazione precisa ? necessario effettuare nuove misurazioni ogni 3/400 metri. Come fare per misurare questa distanza in modo preciso?

E? necessario movendosi a piedi, allora, abituarsi a contare i passi in modo da stabilire (sapendo in media il proprio passo a quanti centimetri corrisponde) in maniera sicura la distanza percorsa. In una squadra sar? necessario oltre al navigatore che avr? il compito di contare anche i passi, anche un elemento di controllo, che conter? a sua volta i suoi passi. Al momento di stabilire quanti passi si sono fatti, si far? la media fra i passi contati dal navigatore e dal controllore.

Pi? avanti sono riportate delle tabelle che possono essere di aiuto. Le misure sono indicative e variano da persona a persona.

IN PIANO (calcolo molto teorico e personale)

passi per 100 metri secondi per 100 metri velocit? km/h

Strada non asfaltata, prato marcia 120 65 5.5

corsa 84 35 10

Terreno accidentato, sterpaglie,sassi marcia 145 85 4

corsa 100 45 8

IN SALITA

passi per 100 metri secondi per 100 metri velocit? km/h

Strada non asfaltata, prato marcia 140 130 2.7

corsa 120 70 5
Ultima modifica di McMirko il ven gen 27, 2006 9:39 am, modificato 1 volta in totale.
quando un guerriero combatte non solo per se stesso ma per i propri fratelli ,quando il suo obbiettivo, la meta a lungo agognata, non e' nè la gloria nè salvarsi la vita, ma consumarla per loro, per i propri compagni, non abbandonarli ne rivelarsi indegni di questo, allora veramente trascende se stesso e le sue azioni rasentano il sublime!
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Messaggioda Spike » ven gen 27, 2006 8:55 pm

Veramente interessante! E poi la cartografia ? bella!
Ma ti devi essere fatto un culo tanto a scrivere tutto 'sta roba!

PS: ho un po' di DVD con (quasi?) tutta l'Italia mappata in digitale, tra l'altro penso siano cartine prese dall'IGM! Qualcuno vuole copiarseli?
Spike
 

Messaggioda Spike » sab gen 28, 2006 12:50 am

OK, spero di ricordarmeli domani!
Spike
 

Messaggioda sniperseal » sab gen 28, 2006 6:23 pm

Hey Spike,
potresti darmi qualche dettaglio in pi? sul DVD? Sono cartine passate allo scanner o che?
sniperseal
 

Messaggioda Spike » dom gen 29, 2006 1:46 am

Sinceramente non saprei, penso siano di derivazione diretta IGM. *******************. Sono in formato ECW (ERMapper), con scale 25000, 50000 e 100000.
Se avevi visto i post sul vecchio forum riguardanti la ns Seage, le immagini delle cartine sono state realizzate usando la mappa Lombardia 1:25000.
Spike
 

Messaggioda Flaka77 » mar gen 31, 2006 11:46 pm

hahaahhahahahahahaha......ma come mai ancora non si vede sul nuovo forum?????domenica se lo vedo sul campo lo picchio
tango1 da tango.....tango1 da tango.....un tango down......-cit-......
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va che sgrani!! vai piano!
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Messaggioda Snake » mar set 12, 2006 4:21 pm

Credo che sia una delle cose pi? belle! sapersi orientare e capire dove si sta andando e poi studiare il terreno non ? tra le cose pi? importanti per una buona riuscita della missione?? Direi Vitale....
Snake
 

Messaggioda McMirko » mar set 12, 2006 7:46 pm

E' vitale capire la cartografia ma sopratutto ragionare per punti cardinali.
Quando ti piazzi in difesa, sai se stai coprendo il lato nord o sud o ovest e se avvisti i nemici, non dici sono a destra o a sinistra, perch? non sai da che parte stanno guardando i membri del tuo team...ma ovunque loro siano orientati..il nord rimane li e il sud idem...perci? in un secondo capiscono dove sono i nemici...non scene tipo ma hai detto a destra e io sono andato di la ma invece arrivavano da sinistra...magari quella gurdava dalla parte opposta a te.
Sapere cosa ti aspetta (morfologicamente parlando) mentre pianifichi un attacco ? molto importante...un valle pu? coprire la tua avanzata, idem una striscia di verde.
E se devi arrivare al punto X puoi capire qual'? la strada migliore da percorrere...non sempre la linea retta ? la pi? comoda da percorrere...per quello che il GPS da solo non serve a nulla (ok ci sono i cartografici, ma una bussola e una cartina non consumano batterie).
quando un guerriero combatte non solo per se stesso ma per i propri fratelli ,quando il suo obbiettivo, la meta a lungo agognata, non e' nè la gloria nè salvarsi la vita, ma consumarla per loro, per i propri compagni, non abbandonarli ne rivelarsi indegni di questo, allora veramente trascende se stesso e le sue azioni rasentano il sublime!
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Messaggioda McMirko » lun mar 10, 2008 9:52 am

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